Le Miss


Donne da vedere, da scoprire o...
da dimenticare...

giovedì 25 giugno 2009

Farrah Fawcett, sorriso americano

Farrah Fawcett, che all’anagrafe faceva Farrah Leni, aveva 62 anni, essendo nata a Corpus Christi, il 2 febbraio 1947; è stata tra le attrici che hanno incarnato a lungo la bellezza americana rappresentandola nel mondo. Oggi è macata e la ricordiamo brevemente come icona della bellezza (e non solo).

Il suo debutto risale al telefilm Strega per amore (I Dream of Jeannie) -  sitcom con protagonisti Larry Hagman e Barbara Eden trasmessa negli USA dal 1965 al 1970, arrivò negli Anni ’70 sugli schermi di tutto il mondo col nome di Jill Munroe, l’angelo biondo col sorriso smagliante protagonista della serie televisiva  Charlie's Angels, prodotta da Aaron Spelling (lo stesso di Starsky & Hutch), andato in onda in tv  la prima volta dal 1976 al 1981 sul canale statunitense ABC. Grazie a questa partecipazione Farrah vinse un People's Choice Award.
Dichiarò: "Quando Charlie's Angels incominciò ad avere un primo successo pensai che fosse grazie alla nostra bravura ma, quando ebbe un tale successo internazionale, capii che ciò era dovuto al fatto che nessuna di noi portava il reggiseno".

Farrah Fawcett combatteva da tempo la sua battaglia contro il cancro, raccontata con coraggio
nel documentario trasmesso dalla  NBV intitolato “Farrah’s story”, in cui l’attrice americana ha saputo mostrare la sua quotidiana battaglia contro la patologia.

mercoledì 19 novembre 2008

Once upon a time 01 - Love me baby: Sheila, la bella pupazza parisienne e gli stalloni sculettanti



30 anni sono passati e il tempo quelle grazie le avrà in qualche modo scalfite. Però, a distanza di tanto tempo, Sheila - che nel frattempo dalla scena musicale della musica leggera è sparita senza lasciare memorabili insegnamenti - ci appare ancora una bella donna. Anche se i canoni della bellezza sono cambiati. Nel 1977 Sheila - Anny Chancel all'anagafe di Parigi dov'è nata nel 1945 - era trentenne, alle spalle qualche sccesso come beat. Una trentenne fresca, che si avventurava su una scena nuova, quella della dance, un po' frivola e ben accompagnata dai quei tre che sculettavano più di lei, i B. o Black Devotion: fate caso a quello che sta sullo sfondo, c'è da pagare il biglietto solo per vedere come si dimena (e gli altri anche, si insomma, si cambiano di posizione e fan solo quello, sculettano!).
Sheila arriva al successo mondiale dopo avene provate diverse, e pochi sanno che duettò con un attore forse più conosciuto in Francia che da noi, il nostro Aldo Maccione, il vitellone, col quale la nostra pupazzona duettava così:
Me lever à minuit,
Danser toute la nuit, humm ! J'adore.
Rentrer au petit matin,
Faire des bulles dans mon bain, j'adore !
Faire des scènes, faire des drames,
Être infâme, être une femme, hooo ! J'adore.
Mais ce qui m'affole, qui m'électrise,
C'est qu'on me dise:
Baby, je pourrais tuer pour toi.[Sheila & Aldo Maccione - J'adore - 1972]
Il primo grande successo a fu questa Love me baby, del 1977; testo mirabolante, ricco di significati in grado di smuovere profonde riflessioni, indurre cambiamenti sociali, indirizzare l'esistenza delle masse... ai quali significati le curve di Sheila fanno ovviamente solo pallido contorno... :-)
Poi altro successo sfruttando la celeberrima Singin' in the Rain, ma il contributo più "significativo" alla discomusic Sheila lo diede con Spacer, prodotto dagli Chic e pubblicato nel 1979, e tornato alla ribalta nel 2001 come base del pezzo Crying At The Discoteque degli svedesi Alcazar.
Sheila era una bella donna e resta una bella icona della disco Anni '70. Ecco.

mercoledì 12 novembre 2008

Gli "abbronzati" sono più sexy, parola di Canalis!


Gli abbronzati sono più sexy.
Ma pare che sottoporsi ad estenuanti sedute in un centro di abbronzatura non dia i risultati sperati. L‘abbronzatura deve essere infatti naturale. Deve essere, per intenderci, quella che il nostro Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, riconosce al neo eletto Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.
Quella abbronzatura lì, insomma, non altre. Rende sexy!
E solo i tristoni possono pensare che affermazioni come "Obama è giovane, bello e abbronzato" siano razziste.
Lo dice la bellissima e sensualissima Elisabetta Canalis, una che venendo dal variopinto mondo dello spettacolo il nostro Presidente del Consiglio non può non conoscerlo bene. Del premier Berlusconi, che dice "Obama è giovane, bello e abbronzato", la procace Canalis dice "che è la battuta di un politico abituato a farne. Non ci leggo nulla di volgare. Mi fa più paura un Paese in cui non si scherza per timore di offendere qualcuno. Significa che, sotto sotto, si ha la paura ipocrita di essere fraintesi".
Oh, finalmente qualcuno che con schiettezza la dice tutta! Brava Canalis.
Ma la bella soubrette Elisabetta Canalis, ex fidanzata dell’abbronzato Reginaldo, attaccante brasileiro del Parma, ha anche detto ieri a Vanity Fair: "Esteticamente mi piacciono i neri. Spesso li trovo più sexy. E, quando vedo una coppia mista, mi ci riconosco molto. Ma non sopporto le battutine a sfondo sessuale. Uomo nero uguale stallone. Quello è uno stereotipo da razzisti".
Giusta anche questa! E’ da razzisti pensare certe cose, ovvero che i neri, mi correggo, gli "abbronzati", ce l’hanno lungo, molto lungo. E guai a scherzarci sopra, son cose serie queste.
Soprattutto, son cose sue, non ci si scherza!
Quindi, italiani, scherziamo o no sulle abbronzature? “Gli abbronzati ce l’hanno lungo” si può dire o no?